Ansia: conoscerla e vincerla

I disturbi legati all’ansia sono molto frequenti e comprendono tutte quelle situazioni che condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive con correlate difficoltà comportamentali.

La paura è la risposta emotiva ad una minaccia imminente, reale o percepita, mentre l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura. Spesso quando si ha paura si avverte un picco di attivazione nelle risposte del corpo, questo picco di attivazione è necessario perché il corpo si prepari a rispondere  alla  minaccia  tramite la  fuga o la  lotta.  L’ansia

invece è associata maggiormente ad una tensione muscolare e ad un’ipervigilanza in preparazione al pericolo futuro ed è legata a comportamenti di evitamento o di prudenza.

Situazione diversa è per gli attacchi di panico che sono particolari tipi di risposte alla paura in cui la persona sperimenta attacchi improvvisi e inaspettati quindi vive nel continuo terrore che possano capitare da un momento all’altro, oppure attacchi collegati a situazioni o ambienti circoscritti per cui la persona cerca in tutti i modi di evitare tali situazioni ed ambienti circoscritti nella speranza di evitare l’attacco di panico.  

L’ansia può diventare un vero e proprio disturbo complesso quando diventa persistente, duraturo e va a compromettere la nostra vita in alcuni tra gli ambiti principali quali il lavoro, la vita affettiva o sociale; riconoscerla e prendere provvedimenti al più presto può aiutarci a migliorare la nostra qualità di vita, aumentare il benessere e favorire gli ambiti principali che compongono la nostra esistenza, ma quali sono i disturbi che possono essere generati da un’ansia eccessiva?

Il mutismo selettivo è caratterizzato da una incapacità di parlare in alcune particolari situazioni in cui ci si aspetta che la persona parli. Anche se la persona riesce a parlare in altre circostanza, ci sono alcuni luoghi, alcune particolari situazioni che la bloccano ed in cui è impossibilitato ad esprimersi (convegni, dibattiti pubblici, riunioni di lavoro, ecc). L’incapacità di parlare comporta ovvie conseguenze sul rendimento in ambiente lavorativo e interferisce con la normale comunicazione sociale. Anche se può sembrare una situazione abbastanza rara in realtà il mutismo selettivo è ampiamente diffuso negli ambienti di lavoro.

Le persone che soffrono di fobia specifica sono spaventati o ansiosi nei confronti di oggetti o situazioni ben precisi, oppure possono evitare oggetti o situazioni ben circoscritti. Esistono vari tipi di fobie specifiche che coinvolgono animali (ragni, uccelli, insetti), oggetti (siringhe, aghi, lame), ambienti, situazioni.

Un capitolo a parte va dedicato all’ansia sociale, ovvero la paura o l’ansia o il cercare di evitare le situazioni che comportano interazioni sociali o che coinvolgono la possibilità di essere esaminato dagli altri. Ciò che influenza il comportamento della persona è il pensiero, la preoccupazione, l’ansia e la paura di essere valutato negativamente dagli altri, essere imbarazzato, rifiutato, umiliato o di offendere gli altri.

Le persone che soffrono di agorafobia sono spaventate e ansiose riguardo a situazioni in cui potrebbe essere difficile eventualmente fuggire o in cui sarebbe impossibile ricevere soccorso in caso di bisogno (esempio stare in spazi ristretti o troppo aperti, utilizzare trasporti pubblici, essere in mezzo alla folla, essere fuori casa da soli).

Per finire esiste il disturbo da ansia generalizzata in cui ansia e paura sono difficilmente controllabili e diventano eccessivi, persistenti e riguardano diversi ambiti. La persona in questo caso sperimenta sintomi come irrequietezza, agitazione o tensione, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, facile faticabilità, vuoti di memoria, ecc.

I disturbi che riguardano la sfera dell’ansia sono diversi e non vanno sottovalutati. Ad ogni situazione specifica corrisponde un protocollo di intervento personalizzato da mettere in pratica con uno specialista, quello che però tutti possiamo fare è allentare lo stress praticando semplici esercizi che servono a rilassare il nostro corpo con benefici evidenti sul benessere generale della persona.

ESERCIZI:

Uno degli esercizi è stato già spiegato in un articolo precedente (“Una pillola di benessere”) e concerne un particolare tipo di respirazione più profonda, che ossigena maggiormente i tessuti e rilascia un sollievo immediato. I punti di forza sono: la facilità di esecuzione che rende questo esercizio praticabile ovunque ed in qualsiasi momento; la brevità in quanto bastano 10-15 minuti per praticarlo; l’effetto positivo è immediatamente riscontrabile; un maggior controllo delle emozioni. I punti deboli sono: per praticarlo in modo corretto è necessario allenarsi; la maggiore ossigenazione può provocare lievi giramenti di testa le prime volte che una persona pratica questo compito.

Altro esercizio è definito Training Autogeno Frazionato: da sdraiati si ripercorre tutta la lunghezza del nostro corpo, dalle dita dei piedi alla punta della testa e viceversa ripetendo nella propria mente che i muscoli del nostro corpo via via si riscaldano, rilassano, allungano e distendono con un relativo senso di benessere per il corpo intero. Si parte dalle dita dei piedi per salire progressivamente lungo le caviglie, le gambe, il bacino, il tronco, le spalle, le braccia, le dita delle mani, di nuovo le spalle, il collo e la testa per poi ripercorrere a ritroso il tutto. I punti di forza sono: la semplicità dell’esercizio; la brevità dello stesso; l’immediato senso di benessere provato; un maggiore senso di consapevolezza rispetto al proprio corpo. I punti deboli sono: la posizione sdraiata che rende possibile mettere in pratica l’esercizio solo in alcune circostanze favorevoli. 

Cosa sono 10 minuti del proprio tempo paragonati ad un maggiore benessere di corpo e mente? Provare per credere!

 

Dott.ssa Alessandra Mirandola

Psicologa-Psicoterapeuta.