Coniugi che diventano genitori

Il percorso di un uomo ed una donna che decidono, o si trovano a dover affrontare l’arrivo di un figlio, presenta diverse fasi di aggiustamento di norma non prive di problemi, così come succede in una coppia di animali quali i ricci di mare, che quando trovano dimora in una grotta devono trovare un reciproco accomodamento per evitare di pungersi.

Prima il riccio femmina entra nella nuova dimora e trova una posizione comoda, successivamente il riccio maschio entra all’interno della grotta e si posiziona tenendo conto della presenza della femmina che si adegua nuovamente alla presenza del maschio. Questo reciproco accomodamento va avanti finché la coppia non riesce a raggiungere una distanza tale che gli permetta di stare vicini senza pungersi e così addormentarsi.

Nella coppia coniugale il reciproco accomodamento è un processo continuo e senza sosta perché l’ambiente esterno, come la personalità propria e del proprio partner, si modifica in continuazione.

Quando nella vita della coppia entra una nuova meravigliosa variabile come la nascita di un figlio il reciproco accomodamento si rende ancora più necessario.

 

La famiglia si compone in due assi, quello coniugale e quello genitoriale.

Quando si compone l’asse coniugale e due individui decidono di dar vita ad una nuova coppia necessariamente si attua un taglio con il passato che consenta alla nuova famiglia che si è creata di nascere e crescere liberamente mettendo in essere e negoziando le proprie regole. Non sempre è semplice dar luogo a questo taglio, soprattutto nella società attuale in cui un invisibile rete di richieste vanno a regolare molte situazioni che riguardano la coppia. Questo continuo rinegoziare rispetto al partner ed alle richieste esterne diventa necessario nel momento della nascita di un figlio, evento che comporta un cambiamento radicale nell’organizzazione della coppia. Se a livello coniugale ci possono essere delle divergenze queste non devono emergere all’interno dell’asse genitoriale, in cui il figlio deve poter vedere i genitori come due entità separate, madre e padre, con risorse e capacità a volte distinte, ma con le stesse opinioni e con la stessa linea educativa. Quando i genitori impartiscono ai figli regole diverse, talvolta anche discordanti tra loro, inevitabilmente si crea confusione nella mente del figlio che non sa come comportarsi. Questa confusione può far emergere un sintomo che altro non è che un modo del ragazzo di dar voce al proprio disagio.

 

Per fare un esempio, nella nostra società si dà molta importanza alla scuola, se un ragazzo si trova in un momento in cui non sa bene quale strada prendere o non si trova bene in un determinato ambiente scolastico può accadere che inizi a tentennare nei confronti della scuola, prendendo brutti voti o facendo assenze continue. In questi casi accade di frequente che le madri ed i padri rispondano al disagio del ragazzo in modo totalmente differente: il padre può dire “se non vuoi andare più a scuola va bene, trovati un lavoro e prenditi le tue responsabilità”, mentre la madre potrebbe dire “la scuola è importante per il tuo futuro e devi andarci anche se non ti piace”. In una situazione del genere un figlio si sentirà confuso e imparerà che in caso di necessità non potrà contare sull’aiuto dei genitori, perché seguire la strada di uno vorrà dire tradire l’altro. L’esempio della scuola è solo uno dei tanti scenari che si presentano nelle case delle famiglie.

Il problema si risolve quando i genitori riescono a superare le loro divergenze formando un fronte unico nei confronti del ragazzo che così acquisirà sicurezza e saprà che alle spalle possiede una base solida che può sostenerlo.

 

La terapia in tempi brevi consiste prevalentemente in questo: trovare soluzioni efficaci in breve tempo a problemi che emergono nel quotidiano. Un semplice disagio se sottovalutato può ampliarsi dando luogo a sintomi via via diversi che aumentano la voce di volta in volta, perché i disagi per essere affrontati devono essere prima ascoltati.

 

Dott.ssa Alessandra Mirandola

Psicologa Psicoterapeuta